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frattura al polso

Frattura del polso

Frattura del polso
I traumi, soprattutto quelli sportivi, rappresentano una delle maggiori cause di frattura del polso nei giovani, seguiti dagli incidenti e dall’osteoporosi, nei soggetti più anziani. Ma le fratture del polso non sono tutte uguali.
Tra le diverse fratture che possono interessare il polso, le più frequenti sono:
-frattura dello scafoide;
-frattura dell’epifisi distale del radio e dell’ulna.
Fratture come quelle dello scafoide, spesso non presentano dolore oppure il polso è dolente solo per alcuni giorni. Per questa ragione, spesso, non si consulta uno specialista rischiando di creare le condizioni per una mancata guarigione della frattura dello scafoide o pseudoartrosi. Tale condizione può portare, nel passare del tempo, ad una usura delle cartilagini articolari predisponendo ad una condizione di artrosi post-traumatica e un “collasso” delle strutture del polso conosciuta come SNAC Wrist.
Le fratture dell’epifisi distale del radio e quella dell’ulna sono le più comuni. Tali fratture necessitano di una valutazione specialistica per decidere il trattamento adeguato e  per considerare la presenza di lesioni associate o lesioni legamentose. Le più frequenti sono le lesioni del legamento scafo-lunato e del disco triangolare (o TFCC)

Le cause

Come per la maggior parte delle fratture, anche in questo caso, la causa più comune è una caduta durante la quale ci si protegge con una mano dall’impatto con il terreno; l’intero peso del corpo viene così a gravare sul polso determinandone la frattura.
Gli anziani sono più soggetti a questo tipo di lesione a causa della fragilità ossea legata all’età avanzata (osteoporosi). Nei giovani invece la frattura del polso è spesso causata da traumi subiti durante attività sportive. Spesso, proprio nei giovani, i traumi ad alto o medio impatto possono creare anche lesioni legamentose associate alla frattura. Tali condizioni non vanno sottovalutate perché possono portare ad una alterazione nella biomeccanica del polso con conseguenze importanti in termini di funzione, stabilità e dolore.

Sintomi, diagnosi e cura

I sintomi più comuni di una frattura al polso sono: gonfiore e dolore locale che compare o si accentua con i movimenti del polso e, in alcuni casi, deformità articolare.
Oltre alla valutazione clinica dello specialista della mano e alle radiografie tradizionali, esistono radiografie con proiezioni specifiche che lo specialista può indicare per una corretta diagnosi; inoltre un ulteriore esame in grado di fornire una diagnosi definitiva è la TC.
Spesso, il trattamento per la frattura di polso è chirurgico. In più del 50% dei casi, alla frattura di polso si associa una lesione legamentosa che spesso è di difficile diagnosi immediata ma lo specialista deve saper riconoscere mediante segni indiretti o grazie  all’utilizzo di tecniche avanzate come l’artroscopia di polso.
Tanto più la frattura è scomposta e coinvolge l’articolazione tanto più sarà necessario un trattamento chirurgico che può essere:

tradizionale: con una incisione volare o dorsale al polso e l’utilizzo di una placca e viti
artroscopico: ovvero, in associazione al trattamento chirurgico, con l’ausilio di mezzi di ingrandimento e strumenti dedicati si “osserva” l’articolazione dall’interno per ripristinare la superficie articolare e migliorare il risultato funzionale.
Nel caso in cui vi fossero lesioni dei legamenti, grazie all’ausilio artroscopico, è possibile ripararli.
Nel post intervento, in genere, per una primissima fase viene utilizzato un tutore a protezione. Il trattamento chirurgico permette una mobilizzazione precoce che si avvale della collaborazione di fisioterapisti dedicati.
Generalmente la frattura guarisce nell’arco di 6-8 settimane permettendo una graduale ripresa delle normali attività quotidiane, sportive e lavorative.
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