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Sindrome del tunnel carpale
Si sente spesso parlare di “sindrome del tunnel carpale”, ma di cosa si tratta?
Questa patologia è la più frequente tra le sindromi Canalicolari e coinvolge il cosiddetto “tunnel carpale”, un canale del polso in cui passano il nervo mediano, che ha una funzione sia sensitiva che motoria, e i nove tendini flessori delle dita. L’aumento di pressione sul nervo o il suo schiacciamento sono all’origine di questa sindrome.
Come possiamo capire se si è affetti da questa patologia?
Il primo segnale è il dolore localizzato fra il polso e il palmo della mano, seguito poi da altri sintomi che insorgono gradualmente fino a diventare sempre più intensi.
Insieme al dolore si può manifestare una fastidiosa sensazione di formicolio e intorpidimento delle prime tre dita e metà dell’anulare. Solitamente a intermittenza, ma con la possibilità che diventino costanti. Nei casi più avanzati può comparire anche un deficit motorio. La debolezza della mano e delle dita può addirittura arrivare a ridurre le capacità di afferrare saldamente gli oggetti, che possono frequentemente cadere.
La sintomatologia è tipica, tuttavia l’esplorazione elettromiografica è indispensabile. L’elettromiografia consente di confermare la diagnosi, di valutare la gravità della lesione e di identificare l’eventuale presenza di altre lesioni nervose associate.
Le cause della sindrome del tunnel carpale
Non è facile risalire alle cause della sindrome del tunnel carpale. Sebbene nella maggior parte dei casi essa sia di natura idiopatica, talvolta si possono identificare cause anatomiche, traumatiche, endocrine, reumatiche o neoplastiche. L’aumentata pressione sul nervo può essere dovuta alla tenosinovite, ovvero l’infiammazione della guaina che riveste i tendini flessori. Lussazioni articolari o fratture possono favorirne l’insorgenza, così come malattie a carico della tiroide, diabete e artrite reumatoide.
Soprattutto per la varietà delle cause, una diagnosi corretta è fondamentale per impostare il giusto trattamento e curare i sintomi. Non basta riconoscere la patologia ma serve anche capire da cosa è causata.
Cosa fare a fronte di una diagnosi positiva?
Il primo passo è affidarsi anzitutto ad un professionista che, a seconda della gravità della situazione, valuterà come procedere. La terapia medica può essere proposta nelle forme lievi di sindrome del tunnel carpale, mentre il trattamento chirurgico è quasi sempre necessario in caso di fallimento della terapia medica o nelle forme gravi. Contemporaneamente al trattamento, si cerca di individuare delle possibili modifiche nelle abitudini lavorative, se sono queste la causa della patologia, e dei semplici esercizi da fare a casa per ridurre i sintomi.
L’intervento ha lo scopo di decomprimere il nervo all’interno del tunnel attraverso il taglio del legamento che costituisce il “tetto” del tunnel dal lato del palmo che può essere effettuato a cielo aperto o per via endoscopica. Possono essere necessari vari mesi affinché la forza della mano e del polso torni alla normalità. È anche possibile però che i sintomi non scompaiano completamente dopo l’intervento chirurgico, specialmente nei casi in cui la compressione del nervo è molto importante o è presente da lungo tempo.
Scopri le principali patologie della mano che trattiamo:
Domande Frequenti sulla Sindrome del Tunnel Carpale
Cos’è la sindrome del tunnel carpale e quali sono i primi sintomi?
La sindrome del tunnel carpale è una patologia da compressione che colpisce il nervo mediano nel suo passaggio attraverso il canale carpale, una struttura osteo-fibrosa situata a livello del polso. I sintomi d’esordio più comuni includono:
- Formicolio e intorpidimento localizzati principalmente a pollice, indice, medio e metà dell’anulare.
- Dolore notturno o al risveglio, che spesso costringe il paziente a scuotere la mano per trovare sollievo.
- Sensazione di gonfiore o rigidità alle dita nelle prime ore del mattino.
Quali sono le cause principali e i fattori di rischio?
La compressione del nervo può essere scatenata da diversi fattori che riducono lo spazio all’interno del tunnel:
- Sovraccarico funzionale: attività lavorative o hobby che richiedono movimenti ripetitivi di flessione ed estensione del polso o l’uso prolungato di strumenti vibranti (es. uso intensivo del mouse, operai, parrucchieri).
- Fattori ormonali: è particolarmente frequente nelle donne, con un’incidenza maggiore durante la gravidanza o la menopausa a causa della ritenzione idrica.
- Patologie associate: predisposizione in pazienti affetti da diabete mellito, ipotiroidismo, artrite reumatoide o pregressi traumi al polso.
Come viene diagnosticata la sindrome del tunnel carpale?
La diagnosi corretta richiede un iter preciso:
1. Esame Clinico: lo specialista valuta i sintomi ed esegue test specifici per evocare il disturbo (come il Test di Phalen o il Segno di Tinel tramite percussione del polso).
2. Elettromiografia (EMG): è l’esame strumentale fondamentale. Serve a misurare la velocità di conduzione degli impulsi nervosi lungo il nervo mediano, confermando la diagnosi e stabilendo se la compressione è di grado lieve, moderato o severo.
Quali sono i possibili trattamenti conservativi?
Nelle fasi iniziali o in presenza di sintomi lievi e intermittenti, si opta per un approccio non chirurgico:
- Tutore polso (Splint): indossato principalmente la notte, mantiene il polso in posizione neutra riducendo la pressione sul nervo.
- Terapie fisiche: sedute mirate di laserterapia, tecarterapia o ultrasuoni per ridurre lo stato infiammatorio dei tessuti circostanti.
- Terapia medica: assunzione di integratori neurotrofici (es. vitamine del gruppo B, acido alfa-lipoico) per proteggere il nervo, o infiltrazioni locali di corticosteroidi nei casi selezionati.
Quando è necessario l’intervento chirurgico e come si svolge?
L’intervento chirurgico di neurolisi del nervo mediano diventa indispensabile quando i trattamenti conservativi non danno esito o l’elettromiografia evidenzia una sofferenza nervosa severa, con perdita costante di sensibilità e iniziale deficit di forza (difficoltà ad afferrare piccoli oggetti).
L’intervento consiste nella sezione del legamento anulare del carpo per decomprimere il canale. Si esegue in anestesia locale, ha una durata di pochi minuti, viene svolto in regime di Day Hospital e garantisce una risoluzione definitiva della sintomatologia nella quasi totalità dei casi.
